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Un'Antica Passio

27/06/2014 | Duomo Vecchio, in Piazza Duomo a Brescia

Spettacolo UnAntica Passio a cura del dipartimento di Scenografia della LABA, Libera Accademia di Belle Arti di Brescia e prodotto dallAccademia stessa.
Nella rappresentazione inserita una pagina inedita di musica elettronica del grande compositore bresciano Camillo Togni.

Regia, elementi scenici e sonori: Giorgio Rosa
Coreografie e costumi: Antonella Massussi
Musica elettronica: Camillo Togni
Luci e tecnica: Andrea Gentili
Interpreti: Andrea Anselmini, Marcello Bergoli, Maurizio Milzani
Danzatrici: Elena D'Ambrosio, Giulia Martinelli, Jenny Perrone

UnAntica Passio

Testo a cura di Piera Tomasoni (Naquane -Vanni Scheiwiller, Milano-Valcamonica, 1989).
Il testo, ritenuto uno dei documenti pi antichi di volgare lombardo, collocabile nella prima met del 14 secolo, nacque nell'ambito della confraternita dei Disciplinati, che diede vita ad un fenomeno di massa con pubbliche penitenze e autoflagellazioni. La sua fonte il racconto evangelico e particolarmente Matteo, Marco e Luca, pi vicini, per taglio secco e cronachistico, allo spirito di un testo che componimento squisitamente devozionale, il cui significato s'inquadra nella pratica devota prima che nella tradizione letteraria. L' antica passio un ritorno alle pi arcaiche radici della cultura bresciana, a dimostrazione del contributo che la citt seppe dare al pi vasto panorama della cultura italiana ed europea. Infatti, proprio dalle passio trae origine il dramma moderno, teatro come epica che affonda in un patrimonio collettivo di esperienze e fa appello per questo alle emozioni dello spettatore.
Questa antica passio un documento straordinario anche dal punto di vista letterario, cos carico di forza visionaria e di affascinanti e arcaiche sonorit. Da esso per traspaiono con ancor pi forza alcuni motivi d'interesse: una religiosit violentissima e sincera, l'ossessivit della reiterazione scandita dal ritornello, la totale identificazione del narratore con il suo racconto, la sua immersione fisica nel dolore.
Il primo obiettivo dell'allestimento stato il rispetto del testo scritto, che non diventasse tuttavia una semplice operazione archeologica, bens riproposizione in termini contemporanei della sua trascinante spiritualit.
In scena vengono evocate sette installazioni ritmiche corrispondenti alle stazioni della passio, sette macchine di una fucina trasfigurata ma ancora colma del sapore greve del legno e del ferro, dove la fatica funzionale all'intensit emotiva degli eventi. La reiterazione del ritornello si traduce nel moto e nella rotazione delle macchine sceniche, il lavoro e l'attrito delle giunture descrive il dolore e il flagello sulla carne dell'Uomo.
Sei persone sono in scena: tre attori e tre danzatrici, che formano un corpo unico nell'espressivit vocale e gestuale.

Lingresso libero e aperto alla cittadinanza.




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