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Creare una nuova cultura dimpresa

22/09/2020 | Teatro Sociale Via Bartolomeo Colleoni, 4 (Bergamo Alta)

Per resistere alla crisi servono una nuova cultura d'impresa e risposte congiunte a livello internazionale

Creare una nuova cultura dimpresa. questa la chiave per rispondere alla crisi generata dalla pandemia da Covid 19. Ne convinto Renato Rordorf, presidente della commissione incaricata di preparare la riforma del diritto della crisi dimpresa e dellinsolvenza, intervenuto nella prima giornata di lavori del convegno Attivit e futuro dellimpresa. Organi e strumenti per il governo della crisi al tempo della pandemia organizzato dallOrdine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo.

Secondo Rordorf, gi Primo Presidente Aggiunto della Corte di Cassazione e commissario della Consob nel quinquennio 1997-2002, fondamentale adottare una gestione pi attenta degli assetti organizzativi. Se unimpresa ha un assetto organizzativo ben pensato in grado di anticipare i segnali della crisi. E mai come adesso questo fondamentale, soprattutto per le Pmi. Piccolo, infatti, non vuol dire disorganizzato - avverte. E continua: Il punto non valutare come positivo o meno lo slittamento dellentrata in vigore del Codice a settembre 2021, sul quale pure nutro qualche perplessit, ma piuttosto far s che le imprese possano utilizzare lattuale situazione di difficolt derivata dal lockdown, per adottare un nuovo modus operandi.

Il Codice, emanato con il d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, era stato pensato per unificare in un unico corpo non solo la disciplina contenuta nella legge fallimentare del 1942, ma anche quella del sovraindebitamento e dellamministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi e insolventi. Un obiettivo ambizioso, ma che, nelle sue modalit attuative, oggi si scontra con un contesto del tutto nuovo. La pandemia ci ha impartito una lezione ha sottolineato Rodorf abbiamo avuto la dimostrazione del fatto che le sorti di unimpresa dipendono da fattori oggettivi che spesso non si in grado di governare. Anzi, la sempre pi forte interconnessione delle realt imprenditoriali operanti sul mercato, rende necessario incoraggiare soluzioni che agevolino il risanamento aziendale, piuttosto che la disgregazione delle realt imprenditoriali. Per questo, bisogna favorire ladozione di strumenti capaci di far emergere tempestivamente i sintomi della crisi e di prevenire situazioni di insolvenza irreversibile.

La due giorni vuole fare luce sulle prospettive future delle imprese italiane, ritratte da una prospettiva deccezione: Bergamo, provincia locomotiva dItalia grazie al suo solido tessuto imprenditoriale, che proprio dalla pandemia stata messa a durissima prova, non solo a livello sanitario, ma anche a livello economico. Come confermato dalla presidente dellODCEC Bergamo, Simona Bonomelli, infatti, si registra un calo del margine operativo lordo dal 30 al 40%, in linea con la riduzione dellutilizzo dellenergia elettrica che tocca il -12%. Numeri che potrebbero crescere ulteriormente nei prossimi mesi. Per questo saranno fondamentali le decisioni che saranno prese dal Governo.

LItalia ha gestito la prima fase della crisi, l'emergenza sanitaria, con dignit ed efficacia perch ha messo in campo la parte migliore dellapparato statale: la sanit. Ora dovr occuparsi della ricostruzione coinvolgendo il resto dellapparato statale: la politica, i ministeri, la burocrazia centrale e periferica. E su questa seconda fase legittimo avere qualche preoccupazione ha affermato Paolo Magri, vice presidente esecutivo e direttore dellISPI, nel discorso che ha aperto i lavori. E avverte: LEuropa una delle poche sorprese positive di questa crisi: ha deciso, in poche settimane, piani ambiziosi e rivoluzionari. La sfida, ora, tradurli in atti concreti in tempi brevi, mantenendo la barra dritta fra lesigenza di essere di impatto nellimmediato e perseguire ambiziosi obiettivi di medio lungo termine. Ma questa non la nostra prima crisi globale, abbiamo attraversato gi quella dellattacco alle Torri Gemelle e successivamente quella economica del 2009: da entrambe abbiamo imparato che fondamentale dare risposte congiunte e coordinate. Una lezione che ora, alla luce del nuovo contesto internazionale pi conflittuale e anarchico, resta valida anche per questa crisi.

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