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Tar-tassati e incasinati

19/12/2019 | Italia

L'Itaia il Paese europeo dove pi complicato pagare le imposte. Una piccola impresa ogni anno deve dedicare 29,7 giorno lavorativi solo per raccogliere le scartoffie necessarie.

Il presidente della Repubblica e garante della Costituzione l'ha detto: L' evasione fiscale un fatto indecente, chi evade sfrutta ci che altri pagano. Senza l' evasione ci sarebbero pi soldi per stipendi e pensioni. Era il momento giusto per dirlo: il 31 dicembre scadr il tempo per gli emendamenti al decreto fiscale e gli italiani sapranno con certezza quante imposte dovranno pagare nel 2020. Meno degli altri anni, assicura il governo, per la riduzione di 3 miliardi del cuneo fiscale.
probabile che alla fine il carico totale sar pi pesante: si prevede un aumento del 3,5 per cento per i concessionari di servizi pubblici come porti e ferrovie e interventi su assicurazioni e autostrade, con inevitabile ricarico delle tariffe sui contribuenti. Intanto nel 2018, dicono Ocse e Cgia, la pressione reale ha superato gi di oltre 6 punti quella ufficiale, toccando anche il 47,9%.

Torna la vecchia domanda: vero che l' Italia il Paese pi tartassato d' Europa? Ecco la classifica Ue, anno 2018, sulla pressione fiscale totale in rapporto al Pil, elaborata dall' ufficio studi Cgia su dati Eurostat, e relativa alle imposte dirette, indirette, imposte su redditi da capitale, contributi sociali: l'Italia si piazza al settimo posto con il 41,8%, contro una media Ue del 40,2%.

In testa la Francia con il 48,4%, segue il Belgio con il 46,6%, Svezia, 44,3%, Austria, 42,5%; Grecia, 41,4%; Germania, 41,2%. Molto pi pesanti invece i carichi sulle imprese. Dai dati di Banca Mondiale e Cgia in testa c' la Francia: 60,7%, segue l' Italia con il 59, 1%, poi la Germania 48,8%, e l' Irlanda 23%. Poi ci sono imposte che variano a seconda delle regioni, delle dimensioni dell' impresa, del tipo di attivit e dei componenti della famiglia: Imu, Tari, Tasi...

Per quel che riguarda le accise, il peso fiscale su un litro di carburante in Italia il pi alto: 1 euro e 003 centesimi di euro per ogni litro, ed previsto un aumento nel 2020. La media europea di 89,3 centesimi, scendendo nel dettaglio di Paesi comparabili al nostro troviamo la Francia, che chiede 65,9 centesimi, e la Germania 65,5.

Ci sono poi le micro imposte. In Italia continuiamo a pagare la marca da bollo da 2 a 16 euro (esiste dal 1863), anche se ormai abolita in molti Paesi Ue. Il nostro passaporto il pi costoso: 116 euro, in Francia se ne pagano 86, in Grecia 84,4, in Austria 75,9, in Germania quasi te lo regalano: 37,5 euro. In compenso siamo il Paese che paga meno il canone tv: 90 euro, contro i 335 della Danimarca, i 215,7 della Germania e i 139 della Francia.

Con il Portogallo e la Bulgaria, l'Italia il Paese europeo dove pi complicato pagare le imposte. L'analisi di Banca Mondiale dice che a una piccola impresa italiana, ogni anno, occorrono in media 29,7 giorni lavorativi solo per raccogliere le carte necessarie. La media Ue di 18 giorni. In Francia ne bastano 17, in Spagna 18, in Germania 27. Secondo il Financial complexity Index condotto in 94 Paesi dal gruppo finanziario Tfm, i primi tre Paesi al mondo con il fisco pi tortuoso sono nell' ordine: Turchia, Brasile, Italia.

Anche qui dunque siamo i primi in Europa. Secondo l' indice internazionale della competitivit fiscale compilato
dall'Ocse, su 36 Paesi, l' Italia al 34esimo posto.
I motivi della lentezza italiana sono invece noti: eccessiva burocrazia, norme complicate che cambiano ogni anno, ingorgo delle controversie nelle commissioni tributarie.

In 10 anni, i giudici sono calati del 40,2% e l'anzianit media delle controversie pendenti di 689 giorni, in leggero calo rispetto a 2 anni fa. Il cittadino paga le imposte e lo Stato in cambio offre i suoi servizi. Dai dati Ocse, l' Italia spende l' 8,9% del Pil per la sanit pubblica, la media europea al 9,6%. La classifica guidata dalla Francia (11,5%) e dalla Germania (11,3%). Nella spesa pro capite sanitaria l' Italia all' undicesimo posto: 2.551 euro nel 2017 contro una media Ue di 2.773.

Da noi come ovunque, le tasse servono a coprire le spese di tutta la macchina pubblica: dagli ospedali alla scuola, dalle infrastrutture alla manutenzione delle strade, forze di polizia, tribunali, Protezione civile, traporti, assistenza sociale, ricerca, e le costosissime cure contro il cancro, garantite gratuitamente a ogni malato.

Chi evade, scarica anche questo peso su tutti i concittadini. E i Paesi che impongono meno tasse lasciano poi scoperti i loro contribuenti: in Italia, la sanit pubblica assicura 47 protocolli di diagnosi prenatale estesa e obbligatoria per altrettante patologie rare, la sanit irlandese solo 8. E gli irlandesi vengono a curarsi qui. Siamo fra i Paesi europei che evadono di pi.

La nota aggiuntiva al Documento 2019 sull'economia e la finanza certifica una differenza fra le entrate previste e quelle effettivamente pervenute di circa 109,7 miliardi di euro. L'imposta pi evasa l'Iva, dove secondo il rapporto Murphy presentato a luglio al Parlamento europeo l' Italia prima nella lista Ue: ben il 25,9% del dovuto, ovvero circa 35 miliardi ogni anno. Siamo ai primissimi posti anche nell'economia sommersa. Il nero vale oggi 211 miliardi, il 13% del Pil.

Incrociando varie statistiche, si arriva alla stima sull'evasione pro capite: 3.182 euro in Italia, 3.070 nella florida Danimarca, Francia 1.760, Germania 1.522. Le percentuali di recupero dell'Agenzia delle Entrate: dai 20,1 miliardi nel 2017 siamo scesi a 19,2 nel 2018.

tasse
TASSE



Lo Stato premia i Comuni che contribuiscono alle attivit di recupero: nel 2018 il pi attivo stato San Giovanni in Persiceto (Bologna) che ha ricevuto da Roma 1.519.052 euro.

Fra gli strumenti antievasione, il primo il contrasto all' uso del contante, la miniera che consente di produrre il sommerso. Dal primo luglio 2020 il tetto scender a 2.000 euro, per arrivare a 1.000 nel 2021. Dagli ultimi dati di Banca d' Italia, la media Ue dei pagamenti tracciabili pro capite stata di 261.

In Italia siamo a quota 111, contro i 456 dei Paesi Bassi, 327 della Francia, 257 della Germania. Morale: dopo di noi c' solo la Bulgaria e siamo a pari merito con la Grecia, che in 5 anni passata da 27 operazioni a oltre 100.
Su questo fronte sta viaggiando molto velocemente grazie a leve strategiche e incentivi.

I Pos installati (obbligatori) sono 50.000 per milione di abitanti. la pi alta densit in Europa. Sono stati imposti limiti molto bassi ai prelievi e i pagamenti in contanti non possono superare i 500 euro. Le spese mediche fatte con i Pos sono tutte conteggiate per il calcolo dei crediti d' imposta. Dal 1 gennaio 2017, chi vuole godere di un credito d' imposta deve effettuare un valore minimo di pagamenti elettronici, calcolato sulla base del suo livello di reddito.

Anche l' Italia ci ha pensato, si chiama Bonus Befana: detrazione del 19% per chi paga con Bancomat o carta di credito i conti di bar, ristoranti, idraulici. Ma scatter dalla Befana del 2021. Sanzioni per chi non usa il Pos obbligatorio: zero (finora). I piccoli commercianti chiedono che vengano abbassate le commissioni interbancarie: per ora nulla di fatto.
Milena Gabanelli e Luigi Offeddu per il Corriere della Sera



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