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Chi pi forte on demand?

15/03/2019 | Italia

Apple con Disney schiera tutti i cartoni prodotti dalla Disney dagli anni '20 e parte all'assalto di Netflix

Piero Negri per la Stampa
L'invito nero, lucido, con la silhouette della mela morsicata e le parole: It' s show time. l' ora dello spettacolo: scocca il 25 marzo alle 10 del mattino, ora locale di Cupertino, California. Non sta scritto, n sull' invito n altrove, ma tutti sanno (o immaginano) che l, in quel giorno e quell' ora la Apple annuncer il lancio della sua piattaforma di streaming, la sua Netflix, la tv che viaggia su Internet e che ciascuno pu vedere quando vuole - in abbonamento - su smartphone, tablet, computer e televisori collegati alla Rete. Sar quello il preciso momento in cui si scatener la guerra tra giganti dell' intrattenimento che cambier definitivamente il modo in cui useremo i piccoli e grandi schermi.

Bob Iger, il grande capo Disney impegnato in questi mesi a digerire il boccone da 66 miliardi 20th Century Fox, ha svelato tre giorni fa che Disney+, il servizio di streaming che lancer negli Usa entro l' anno, ospiter l'intero archivio dei nostri film dagli Anni 20 a oggi, e naturalmente le produzioni future.

Quale famiglia al mondo potr resistere a una piattaforma che permette di vedere (e rivedere, come piace ai bambini) Dumbo, Il re leone, Frozen, Biancaneve e La sirenetta ogni volta che lo si desidera sullo schermo di casa? Intanto Amazon, il colosso del commercio online, pi grande Internet company al mondo, punta forte sulla sua divisione di intrattenimento in streaming, Amazon Prime Video.

Al recente festival Sundance, specializzato in cinema e documentari di qualit, ha speso 41 milioni di dollari, pi di ogni altro distributore, per acquisire film, soprattutto commedie adatte a un pubblico femminile. L' azienda fondata da Jeff Bezos, l' uomo pi ricco del mondo, ha ingaggiato diverse star (Julia Roberts, Jon Hamm, Orlando Bloom) e molto si attende da Good Omens , mini-serie coprodotta con la Bbc in arrivo a fine maggio. Ora porter la sfida anche sul terreno della tv pi tradizionale ( unscripted in televisonese), storie vere, talk show e intrattenimento non sceneggiato.

Se a questi big aggiungiamo il gruppo Warner, che ha annunciato una discesa in campo prima della fine del 2019, e Netflix, che con i suoi 140 milioni di abbonati guida la graduatoria di un mercato globale che ha sostanzialmente inventato, abbiamo un quadro abbastanza completo dei partecipanti alla guerra. Netflix, tra l' altro, non si ferma mai: stringe accordi in giro per il mondo, lavora molto sull' animazione (domani esce Love Death & Robots , diretta da David Fincher, il regista di Fight Club ), ha gi un cavallo di razza pronto per la corsa al prossimo Oscar, The Irishman , regia di Martin Scorsese, con Robert DeNiro e Al Pacino, costato 200 milioni di dollari, che in autunno uscir anche in sala e questa volta in maniera massiccia, non in pochi selezionati cinema come Roma .

E l'Italia? Siamo troppo piccoli per avere un ruolo nella tv via web? Da noi oggi si vedono Netflix, Amazon e forse presto anche Apple, che sfrutter il suo vantaggio competitivo pi evidente, il miliardo e 300 milioni di dispositivi con il marchio della mela in funzione nel mondo.

Poi c' Now Tv, il braccio via streaming di Sky, che offre anche il calcio, interessante perch indica una delle possibili strade future per i canali che Rupert Murdoch ha venduto a Comcast; c' DPlay di Discovery; RaiPlay della Rai, che vanta gi buoni numeri, anche in occasioni apparentemente vintage come il Festival di Sanremo. Tim Vision, che offre serie premiatissime come Il racconto dell' ancella e Killing Eve , produce Skam Italia che un piccolo fenomeno. E ci sono Chili e Rakuten, di cui parliamo in queste pagine, che propongono un modello diverso, senza abbonamenti, un sistema paga-ci-che-vedi dai possibili interessanti sviluppi.

Un'altra domanda si impone: c' spazio per tutti, o nel mondo ne rester solo uno, come nel film Highlander ? La storia insegna che il flusso di informazioni del web finisce per portare al monopolio: c' un solo motore di ricerca, una sola enciclopedia online, un solo sito per vedere i video. E chi pu essere interessato a pagare quattro o cinque abbonamenti per vedere i film, le serie e gli show che ama?

L'unica certezza che il panorama in movimento. Tra un paio d' anni i nomi citati in questo articolo potrebbero essere cambiati, o non esistere del tutto, o essersi aggregati. Ma non si torner indietro, la nuova televisione - quella che permette a tutti di costruire e smontare il proprio palinsesto casalingo con un clic - entrer nelle nostre vite e le cambier pi di quanto abbia fatto finora.



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