News

Perch paghiamo pi tasse di tutti?

14/11/2018 | Italia

In barba alle promesse del nuovo Governo probabile che il carico fiscale per gli italiani possa aumentare

Se lanno scorso avessimo avuto la stessa pressione fiscale della media Ue, ciascun italiano, compresi neonati e ultracentenari, avrebbe risparmiato quasi 600 euro. A dirlo lUfficio studi della Cgia che ha messo a confronto la pressione fiscale registrata nel 2017 nei principali Paesi europei e, successivamente, ha calcolato il differenziale di tassazione pro capite esistente tra gli italiani e i cittadini dei principali paesi dellUnione.

Dai dati emerge che tra le nazioni pi importanti solo in Francia, in Belgio e in Svezia hanno pagato pi di noi, rispettivamente 1.765, 1.196 e 712 euro. Ad eccezione dellAustria che nel 2017 ha registrato il nostro stesso carico fiscale, tutti gli altri, invece, hanno avuto una pressione fiscale inferiore alla nostra; si tratta di un carico che ha assicurato un risparmio di tassazione pro capite rispetto ai cittadini italiani pari a 541 euro in Germania, a 996 euro in Olanda, a 1.964 euro nel Regno Unito e a 2.164 euro in Spagna. Rispetto alla media dellUnione europea, pertanto, nel 2017 ogni italiano ha ipoteticamente versato al fisco 598 euro in pi.

In attesa della riduzione del peso fiscale, grazie allestensione a tutti i contribuenti dellapplicazione della flat tax, nel 2019 corriamo il rischio che le tasse locali tornino ad aumentare. La manovra, infatti, non ha confermato i blocchi delle imposte territoriali introdotte nel 2015, pertanto probabile che Sindaci e Governatori rivedano allins le addizionali Irpef e le aliquote dellIrap, dellImu e della Tasi sulle seconde case e i capannoni. Se ci si verificasse sarebbe una vera e propria iattura per i bilanci delle famiglie e delle imprese, denuncia il coordinatore dellUfficio studi, Paolo Zabeo.

''Con tante tasse e con una platea di servizi erogati dal pubblico che negli ultimi anni diminuita sia in qualit sia in quantit - segnala il segretario della Cgia Renato Mason - si sono sacrificati i consumi e gli investimenti. Inoltre, diventato sempre pi difficile fare impresa, creare lavoro e redistribuire ricchezza. Alle piccole e piccolissime imprese, in particolar modo, il calo dei consumi delle famiglie ha creato non pochi problemi finanziari, costringendo molte partite Iva a chiudere i battenti''.

E in questi ultimi anni la crisi ha colpito indistintamente tutti i ceti sociali, anche se le famiglie del cosiddetto popolo delle partite Iva hanno registrato, statisticamente, i risultati pi negativi. Il ceto medio produttivo, insomma, ha pagato pi degli altri gli effetti della crisi e ancora oggi fatica ad agganciare la ripresa.

Oltre all'eccessivo peso delle tasse altrettanto evidente per Cgia che l'efficienza e la qualit della nostra Pubblica amministrazione "sono un grosso problema". Una situazione che emerge anche dai risultati dell'ultima indagine condotta dalla Commissione Europea sulla qualit della Pubblica Amministrazione a livello territoriale. Rispetto ai 192 territori interessati dall'analisi realizzata nel 2017, le principali regioni del Centro-Sud d'Italia compaiono per 8 volte nel rank dei peggiori 20, con la Calabria che si classifica addirittura al 190 posto.

Il risultato finale, conclude Cgia, un indicatore che varia tra 100, ottenuto dalla regione finlandese land (1 posto). Sebbene sia relegato al 118 posto a livello europeo, il Trentino Alto Adige (indice pari a 41,4) la realt territoriale pi virtuosa d'Italia; seguono, a pari merito, altre due regioni del Nordest: l'Emilia Romagna e il Veneto (indice pari a 39,4) che si collocano rispettivamente al 127 e al 128 posto della graduatoria generale. Subito sotto troviamo la Lombardia (38,9) che al 131 posto e il Friuli Venezia Giulia (38,7) che si attesta al 133 gradino della classifica stilata dalla Commissione Europea. Male in particolar modo le regioni del Mezzogiorno dove si registrano le performance pi preoccupanti. Se la Campania (indice pari a 8,4) al 186 posto, l'Abruzzo (6,2) al 189 e la Calabria, il territorio in cui la Pa funziona peggio tra tutte le nostre 20 realt regionali, addirittura al 190 gradino della graduatoria generale, con un indice di soli 1,8 punti (vedi Tab. 2).

Tornando alla stima delle pressione fiscale la Cgia avverte come il dato della pressione fiscale italiana relativa al 2017 non tenga conto dell'effetto del cosiddetto ''Bonus Renzi''. L'anno scorso, infatti, gli 80 euro ''concessi'' ai lavoratori dipendenti con retribuzioni medio-basse sono costati alle casse dello Stato 9,5 miliardi di euro. Un importo contabilizzato nel bilancio della nostra Amministrazione pubblica come spesa aggiuntiva. Pertanto, conclude, se si ricalcola la pressione fiscale considerando questi 9,5mld di euro che praticamente sono un taglio delle tasse, anche se contabilmente vanno ad aumentare le uscite, la pressione fiscale scende al 41,6 %.



Visualizza il LINK
(http://www.adnkronos.com)



Edita Periodici © All rights reserved.
Cookie policy
segreteria@editaperiodici.it
www.editaperiodici.it


Via B. Bono, 10
24121 Bergamo
Tel. 035 270989
Cod. Fisc. e P.IVA 02103160160
Capitale sociale € 10.000,00 i.v.
Registro imprese nr. 02103160160
REA - 306844
Publifarm